Revolutionary Road: l’ipocrisia della middlle class anni ‘50

Tratto da un romanzo di Richard Yates, in Revolutionary Road, il regista Sam Mendes focalizza la sua attenzione sull’ipocrisia della banalità e del perbenismo che contraddistinguevano negli anni ‘50 il ceto medio borghese statunitense, dove l’apparenza era una necessità ed il giudizio altrui il dogma irrinunciabile per sentirsi parte integrante del contesto sociale nel quale si era inseriti, andando a coprire con un’immagine brillante, in realtà solo di facciata, tutte quelle piccole imperfezioni fatte di desideri e frustrazioni insite nella quotidianeità ma rifiutate dallo stereotipo di vita tacitamente condiviso. Il regista, si avvale dell’indiscussa espressività di due attori come Leonardo Di Caprio e Kate Winslet, aggiudicatasi un Golden Globe come miglior attrice non protagonista nel film, per raccontare il dramma della crisi coniugale vissuta da una coppia apparentemente felice della middle class nel Connecticut.
Siamo nel 1955, Frank (Leonardo di Caprio) ed April (Kate Winslet) Wheeler vivono in una comoda e ridente casetta con l’immancabile giardino ben curato a Revolutionary Hill, un quartiere borghese dove tutti sembrano essere felici e timorati di Dio. La realtà non è però questa, almeno non per la famiglia Wheeler poichè tanto Frank quanto April si sentono soffocare da così tanto confomismo che li pone continuamente davanti al dilemma se assecondare i propri desideri infischiandosi di ciò che gli altri potrebbero dire o pensare oppure reprimere ogni istinto uniformandosi alla società. Frank svolge un lavoro anonimo, che detesta e vorrebbe cambire, April coltiva l’ambizione di diventare un’attrice famosa ma entrambi sono incapaci di reagire alla situazione, Frank addirittura inizia a bere e si lascia andare ad una relazione extraconiugale, ma le insoddisfazioni che portano ciascuno dentro finiranno col logorare irrimediabilmente il loro matrimonio.
Revolutionary Road si presenta all’edizione della consegna degli Oscar 2009 con 3 nominations: per la miglior scenografia, per i migliori costumi, e Michael Shannon è in lizza come miglior attore non protagonista. Il film è nelle sale italiane dal 30 Gennaio 2009.

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